Digital detox: è tempo di disintossicarsi

digital detox

L’utilità del digitale è emersa con prepotenza durante i mesi scorsi, quando la pandemia ha chiuso tutti in casa imponendo uno smart working forzato. Grazie a internet in molti hanno potuto continuare a lavorare, a studiare, a sentire e vedere parenti e amici. Molte aziende hanno potuto continuare a offrire prodotti e servizi. Tuttavia il “digital detox” è sempre più sentito.

Una necessità, quella di disintossicarsi dal digitale, emersa già da alcuni anni e ancora oggi, dopo mesi di pandemia, sentita come fondamentale da molti. Ne deriva anche il successo di agriturismi e resort che offrono soggiorni lontano dal caos cittadino e dalla connessione a internet, immersi nella natura. Si tratta della ricerca di attimi di vita disconnessi per rientrare in possesso degli interessi personali e per coltivare relazioni vere, fisiche. Di cui noi, esseri umani, non possiamo fare a meno.

La sensazione che il digitale renda meno liberi è in aumento, accanto all’idea che senza il digitale ci si sentirebbe più soli. Due tendenze che non stupiscono. Infatti, la possibilità di parlare e vedere persone anche quando non è possibile farlo in presenza ha aiutato molto a superare la solitudine creata dal lockdown dei mesi scorsi. Ma allo stesso tempo, quando il digitale diventa onnipresente, cresce la sensazione di oppressione, come avere un estraneo sempre accanto.

Come per tutte le cose, il vero benessere è imparare a trovare il giusto equilibrio tra connessione e disconnessione, separando la vita reale da quella virtuale, che non può mai essere una sostituzione ma al limite un supporto, un aiuto per vivere meglio la quotidianità. Così il digital detox diventa un modo per trovare, o meglio ritrovare sé stessi. Ognuno di noi può pensare al proprio rapporto con lo smartphone. Ma da recenti studi è emerso che il cellulare viene controllato entro 5 minuti dalla sveglia mattutina, alla ricerca di messaggi, e-mail o post. Le notifiche ricevute, poi, sono in grado di distrarre dal lavoro come una telefonata. E le giornate a postare, commentare e interagire con i social possono stancare come una giornata lavorativa.

Esperimenti svolti da esperti che hanno analizzato le reazioni ai contenuti dei post che scorrono sulle bacheche hanno evidenziato come le nostre stesse emozioni, il nostro stato d’animo è altamente influenzabile da ciò che leggiamo, o che cattura la nostra attenzione. Così una serie di notizie o post tristi genera un senso di tristezza, incidendo direttamente sull’umore. E se anche ne siamo consapevoli, non riusciamo ad allontanarci dalla tecnologia se non con scelte drastiche e per un periodo limitato. Una vera e propria dipendenza, non solo un fenomeno sociale.

PROSSIMO PRECEDENTE

Primi sui motori di ricerca

Il tuo sito primo sui motori di ricerca?

SCOPRI COME

Realizzazione siti web efficaci, ottimizzati SEO e posizionati.

PREVENTIVO
Quanto costa un sito internet | Preventivi

Il tuo e-commerce non ti soddisfa?

Scopri come migliorare le vendite con l'analisi gratuita del tuo sito!

OTTIENI IL REPORT

Ultime news

Una campagna marketing basata sull’invio di e-mail richiede una complessa pianificazione soprattutto se si tratta di e-mail a freddo. Quando si parla …
L’utilità del digitale è emersa con prepotenza durante i mesi scorsi, quando la pandemia ha chiuso tutti in casa imponendo uno smart working forzato. …
Ogni comportamento veicola un messaggio, qualunque esso sia. E dato che un non-comportamento non è possibile, non è possibile nemmeno non comunicare. …
A quanto ammontano i costi di un sito web? In questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza in particolare per quanto riguarda i costi di real…
Pandemia e lockdown hanno spinto senza dubbio la crescita dell’eCommerce nell’ultimo anno, consolidando una tendenza iniziata ben prima del Covid ma …
Nata tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento del secolo scorso, la teoria della Gestalt (termine tedesco che significa letteralmente posiz…